Con tanti saluti alla patente a crediti partorita nemmeno un anno fa dal governo Meloni per il settore edile.
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Il mistero della morte di una badante a Dalmine.
L’ex marito e uno dei figli hanno constatato che la donna era sul letto intatto, vestita di tutto punto e che presentava numerose ecchimosi su un fianco e sulla schiena.
Al governo hanno perso la calma, poi hanno perso anche la bussola, infine pure la faccia.
“Sia l’adesione allo sciopero del 22 settembre, proclamato da USB, che a quello del 3 ottobre, indetto da USB e CGIL, hanno visto un’altissima adesione dei dipendenti pubblici, con buona pace del Ministro Zangrillo che, anziché essere così solerte nel diffondere...
Erano ammassati in dieci in una vecchia Renault Scenic omologata per sette passeggeri.
È una strage passata quasi sotto silenzio. Un’abitudine per i media, che confinarono in uno spazio ristretto anche i dodici braccianti morti nel 2018 in un incidente stradale nel Foggiano.
Venire in Italia a morire di lavoro.
Ai quattro braccianti indiani morti sabato 4 ottobre nell’incidente stradale in Basilicata si aggiunge Vasile Bujac, 31enne moldavo residente con la moglie e i due figli piccoli a Casalnuovo di Napoli.
BENTORNATA CLASSE LAVORATRICE, MOVIMENTO DEGLI STUDENTI, ARTISTI, SCIENZIATI, DONNE E UOMINI DI OGNI GENERAZIONE CHE HANNO RESTITUITO DIGNITÀ E VERITÀ AL PAESE, SBUGIARDANDO UN ESTABLISHMENT IMPREPARATO E COMPLICE DI NETANYAHU E VASSALLO DI TRUMP.
IN MORTE DI UN MEDICO.
La Regione e la Asl hanno fallito nel garantire un’assistenza continua e solida ai loro cittadini e la sicurezza sul lavoro ai loro medici.
Lo Stato non ha vigilato con efficacia sull’applicazione delle normative nazionali ed europee sui carichi di lavoro imposti ai professionisti sanitari.
Un autotrasportatore è morto a Piacenza: “Parcheggiati come animali dentro i piazzali e lì abbandonati, poi ci trovano già stecchiti”,
Le vittime sono conteggiate tra i morti per incidenti stradali e non tra i morti sul lavoro.
In Italia di media il lavoro produce di 3,3 vittime al giorno.
L’anno conta adesso 820 vite bruciate, nell’indifferenza del governo e dei media.
Cinque nuove vittime del lavoro, 3 nel comparto agricolo.
L’assenza del regolamento priva di qualsivoglia efficacia il decreto, ma non uno dei cinque ministri succedutisi al Mit in questi dieci anni (Graziano Delrio, Danilo Toninelli, Paola De Micheli, Enrico Giovannini e Matteo Salvini), ha mosso un dito. Nell’attesa si va avanti di proroga in proroga e gli agricoltori continuano a morire.
