L’antiarabismo israeliano.

di Ilan Pappè

A questo punto ci si potrebbe domandare perché gli ebrei provenienti dai paesi mediorientali  e africani mostrassero tanto odio verso arabi e palestinesi.

I sociologi hanno spiegato il fenomeno come un processo di “de-arabizzazione” iniziato all’arrivo degli immigrati ebrei dai paesi arabi tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta. Gli ebrei arabi, appartenenti a comunità che potevano vantare millenni di storia, andarono incontro a un’umiliazione assoluta nel nuovo Stato ebraico. È emblematico che al loro arrivo venissero irrorati col DDT.

La cultura e la lingua arabe erano denigrate a scuola e gli immigrati più anziani, in difficoltà con l’ebraico, stentavano a trovare lavoro. I mizrahi* capirono che essere arabi voleva dire essere considerati inferiori.

Il modo migliore per dimostrare di non esserlo fu allora di denunciare tutto quanto fosse arabo e dissociarsi dalla popolazione araba”. (“La fine di Israele”, Fazi Editore 2025)

*In ebraico Mizrahim vuol dire “orientali”, mizrahi è un appellativo per definire gli ebrei originari del Medio Oriente e del Nord Africa.