di Piero Santonastaso |Facebook.com/Mortidilavoro
La legge dice che a 15 anni si può lavorare soltanto nei percorsi di formazione legati alla scuola. Altrimenti niente, sono vietati anche i cosiddetti lavoretti estivi. Eppure un quindicenne è morto nella notte tra venerdì 21 e sabato 22 agosto all’interno di un gazebo allestito come punto vendita di salsicce, porchetta e panini in occasione del Pallio dei somari di Allumiere (Roma).
Il ragazzino si chiamava Gabriele Tullio, veniva da Lenola (Latina), voleva aiutare la famiglia ed era stato ingaggiato dal proprietario della Panineria Incontro 2.0 di Fondi (Latina), Rossano De Filippis, che aveva spedito Gabriele e il 36enne Francesco Di Fazio ad Allumiere.
I due avevano finito il loro lavoro alle 3 di notte e si erano messi a riposare su due sdraio nel gazebo chiuso con teloni. Per evitare furti avevano portato all’interno anche il generatore a motore che alimenta i frigoriferi e le altre apparecchiature.
Il tendone è diventato così una camera a gas satura di monossido di carbonio, sostanza che ha ucciso entrambi i lavoratori nel sonno. I corpi sono stati trovati sabato mattina da un fornitore arrivato per la consegna della merce.
La Procura di Civitavecchia ha indagato per omicidio colposo De Filippis. Le prime risultanze dell’inchiesta gettano lunghe ombre sul rapporto di lavoro instaurato con le due vittime.
L’avvocato dell’indagato ha sostenuto che le comunicazioni telematiche all’Inail sono state spedite sabato mattina, quando Gabriele Tullio e Francesco Di Fazio erano già morti. Martedì 25 agosto è in programma l’autopsia nell’Istituto di Medicina Legale del Verano, a Roma.
Nota finale di demerito per il sindaco di Allumiere, Luigi Landi, e la giunta di centrodestra, che hanno deciso di andare avanti comunque con i festeggiamenti. Le battute le lasciamo a voi. .
