di Piero Santonastaso | Facebook.com/Mortidilavoro
C’è gran dibattito sulla terza ondata di caldo torrido ma ci si dimentica sempre di parlare di chi nella cappa asfissiante è costretto a lavorare e a morire. Tanto le regioni, neanche tutte, hanno partorito le loro belle ordinanze e le apparenze sono salve.
Che poi nessuno controlli è un altro paio di maniche, così come nessuno contesta la bizzarra decisione – erga omnes – che si è a rischio soltanto dalle 12,30 alle 16 e soltanto se gli sperimentatori di Worklimate decidono che c’è un’allerta rossa (fine del pistolotto). Intanto registriamo 7 nuove vittime del lavoro, 3 delle quali nei cantieri (2 nella stessa provincia, Latina, che conta anche una terza vittima).
– Michele Rago, 25enne di Brindisi di Montagna (Potenza), è morto martedì 21 luglio intorno alle 10,30 lavorando a 60 metri di altezza in cima a una pala eolica nel parco Aria del Vento a Mongrassano (Cosenza). Erano in corso interventi di manutenzione e il giovane operaio è rimasto intrappolato negli ingranaggi del motore, morendo sul colpo. Il collega che era con lui ha dato l’allarme e per recuperare la salma sono dovuti intervenire gli specialisti Saf dei Vigili del Fuoco, in grado di portare a termine la complicata operazione in quota. La Procura di Cosenza ha aperto un’inchiesta sul rispetto delle varie normative. A piangere Rago rimangono i genitori e un fratello, ma qui vogliamo riproporre integralmente il saluto di Sergio Coviello, suo insegnante all’Istituto di istruzione superiore Einstein De Lorenzo di Potenza: “Non doveva andare così. Come per tanti altri che ogni giorno muoiono sul lavoro, spesso fra l’indifferenza di tanti, troppi.
Eri una ragazzo d’oro, bello, bravo, dolce, educato e rispettoso, con quel visetto da bimbo, in quella 5E Elettrotecnica ed Elettronica diplomatasi all’Einstein De Lorenzo nel 2019. Svolgevi con entusiasmo e passione il tuo lavoro sui pali eolici ma stamattina, lontano da casa, in Calabria, qualcosa è andato tragicamente storto e ti abbiamo perso.
Michele bello, figlio come sento tanti miei cari ex alunni, tesoro bello e dolce.
Siete già due angeli volati via da quella classe dopo il diploma, tu e Ciccio. Aiutateci a sopportare l’immenso dolore. Vicino ai cari genitori e familiari. Dio conceda la forza per non soccombere dinanzi a tanta sofferenza. Non erano queste le notizie belle che ti chiedevo!”
Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl hanno indetto per venerdì 24 luglio 8 ore di sciopero nei cantieri della provincia di Latina, con presidio alle 9,30 in piazza della Libertà. La proclamazione è arrivata dopo la morte di due operai in meno di 24 ore.
– Francesco Gritto, 54enne di Latina, è morto martedì 21 luglio in un campo fotovoltaico di Borgo Santa Maria, dove l’operaio era impegnato nella gettata di un basamento di cemento. Gritto aveva attaccato alle 5 e alle 9,30 si è accasciato all’improvviso ed è morto sotto gli occhi degli altri operai.
– Lunedì 20, intorno alle 14,40, la vittima era stata Wladyslaw Pernal, 64 anni, polacco con cittadinanza italiana. Era impegnato nella pavimentazione di un balcone al terzo piano di un edificio in ristrutturazione a Latina, si è sentito male ed è morto. Racconta un collega: «Ha avuto un infarto, non c’è stato niente da fare. Poi figurati, quando telefoni al 112 ti fanno mille domande prima che ti passano qualcuno, ci saranno voluti dieci minuti ora che è arrivata l’ambulanza. Abbiamo provato anche noi a fare il massaggio cardiaco, ma non è bastato». La Procura di Latina ha disposto l’autopsia.
– Giuliano Boccabella, 48enne di Cisterna di Latina, sposato, una figlia, è morto intorno alle 5,45 di martedì 21 luglio andando al lavoro in moto. Si è scontrato frontalmente con una C3 ed è stato sbalzato a una ventina di metri di distanza, morendo nell’impatto con l’asfalto.
– Roberto Saltarella, 51enne di Rocca San Giovanni (Chieti), sposato, due figli, operaio della CP International di Atessa (Chieti, automotive), si è spento domenica 19 luglio nell’ospedale di Pescara, dove era ricoverato in condizioni critiche dal 10 luglio. Quel giorno era caduto da un paio di metri di altezza mentre su una scala faceva manutenzione e aveva riportato un trauma cranico severo con emorragia cerebrale.
– Giuseppe Allegrini, settantenne di Pescaglia (Lucca), sposato, è morto nel tardo pomeriggio di lunedì 20 luglio nella frazione di Monsagrati. Con un trattore aveva caricato del fieno in un’azienda agricola ma sulla strada del ritorno non si è accorto – forse a causa del sole basso – di una sbarra di confine semi sollevata che è entrata nella cabina del trattore e lo ha trafitto all’addome. Delicatissime le operazioni per cercare di salvargli la vita, ma nonostante gli sforzi di Vigili del Fuoco e medici l’agricoltore è morto sul posto.
Luglio 2026: 79 morti (sul lavoro 59 in itinere 20; media giorno 3,8)
Anno 2026: 675 morti (sul lavoro 554; in itinere 121; media giorno 3,3)
Diff. 2025: + 46
95 Lombardia (sul lavoro 76 – in itinere 19)
73 Veneto (60 – 13)
58 Campania (50 – 8); Lazio (39 – 19)
54 Toscana (46 – 8); Piemonte (44 – 10)
50 Emilia Romagna (40 – 10)
49 Sicilia (41 – 8)
34 Puglia (27 – 7)
20 Abruzzo (20 – 0)
18 Marche (16 – 2); Calabria (13 – 5)
17 Sardegna (12 – 5)
14 Liguria (11 – 3)
13 Estero (13 – 0)
12 Friuli Venezia Giulia (8 – 4)
9 Alto Adige (9 – 0)
8 Trentino (8 – 0)
7 Basilicata (7 – 0); Umbria (6 – 1)
3 Molise (3 – 0)
Giugno 2026: 128 morti (sul lavoro 114; in itinere 14; media giorno 4,3)
Maggio 2026: 113 morti (sul lavoro 89; in itinere 24; media giorno 3,6)
Aprile 2026: 105 morti (sul lavoro 89; in itinere 16; media giorno 3,5)
Marzo 2026: 99 morti (sul lavoro 84; in itinere 15; media giorno 3,2)
Febbraio 2026: 86 morti (sul lavoro 68; in itinere 18; media giorno 3,1)
Gennaio 2026: 66 morti (sul lavoro 56; in itinere 10; media giorno 2,1)
