di Piero Santonastaso | Facebook.com/Mortidilavoro
Sono 101 per l’esattezza, ma ci sono ancora quattro giorni per peggiorare la situazione. Fortunatamente martedì 28 ottobre il governo Meloni varerà l’atteso schema di decreto legge “Misure urgenti per la tutela della salute e sicurezza e le politiche sociali” e le vite dei lavoratori saranno finalmente tutelate da norme ferree (spoiler: stiamo ironizzando).
Secondo il Sole 24 Ore il provvedimento di punta sarà l’introduzione del badge digitale di cantiere, cioè un tesserino anti-contraffazione per rilevare le presenze dei lavoratori nei cantieri sia pubblici che privati.
Cosa c’entri con la tutela della salute e dell’integrità personale non è dato sapere: forse il badge contiene avveniristici dispositivi anti-caduta o futuribili airbag miniaturizzati per evitare traumi e ferite. Perché poi si parli soltanto di cantieri, come se tutti gli altri posti di lavoro fossero esenti da pericoli, lo spiegherà la ministra consulente del lavoro, alias Marina Elvira Calderone. Non mancheranno naturalmente le promesse di assumere altri ispettori del lavoro e di avviare percorsi di formazione nelle scuole. Aria fritta, insomma.
Tre delle ultime otto vittime lavoravano appunto nell’edilizia.
-Luca Domenicale, 29enne di Porto Viro (Rovigo), sposato, un figlio, è morto nel pomeriggio di lunedì 27 ottobre alla Veneta Prefabbricati di Rosolina (Rovigo), dove da un anno lavorava come manutentore. Domenicale è stato schiacciato da un macchinario usato per lo spostamento dei manufatti e per estrarre il corpo senza vita i vigili del fuoco hanno dovuto usare i divaricatori.
-Gennaro Nuzzo, 61enne operaio di San Felice a Cancello (Caserta), si è spento sabato 25 ottobre nell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano, dove era ricoverato da martedì 21 ottobre. Quel giorno Nuzzo era precipitato dal tetto di un capannone ad Arienzo (Caserta) a causa del cedimento della copertura: un volo di 7 metri e lo schianto su un bobcat. Dopo quattro giorni in terapia intensiva è sopraggiunta la morte. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia.
-Soltanto lunedì 27 ottobre si è appreso della morte, mercoledì 22 ottobre, di un operaio 65enne di Andria (Barletta, Andria, Trani), deceduto dopo una settimana di coma nell’ospedale Bonomo. Il 15 ottobre l’operaio era caduto dal tetto di un capannone durante la sostituzione di pannelli contenenti amianto. Per capire le cause, la Procura di Trani ha indagato per omicidio colposo il datore di lavoro e altre due persone e disposto l’autopsia al Policlinico di Bari, che ha escluso un malore come motivo della caduta.
-Due vittime in itinere lunedì 27 ottobre poco dopo le 6,30 sulla via Salaria alle porte di Rieti. Si tratta del tenente colonnello dei carabinieri Matteo Branchinelli, 52enne ternano, residente a Frosinone con la moglie e un figlio, e dell’agricoltore 36enne Mauro Stocchi, residente con i genitori a Cittaducale (Rieti).
I due erano al volante delle rispettive autovetture che si sono scontrate frontalmente a San Giovanni Reatino, frazione di Rieti. L’ufficiale stava raggiungendo il comando generale dell’Arma a Roma, dove era stato trasferito da poco.
-Stava andando al lavoro in bicicletta anche il bracciante indiano 46enne investito e ucciso da un pirata della strada sul ponte della Delizia a Codroipo (Udine), alle 6,45 di lunedì 27 ottobre. Sbalzato il lavoratore, il furgone dell’investitore ha trascinato la bici sul paraurti per chilometri, poi il pirata l’ha nascosta in un tombino. Le telecamere di sorveglianza hanno permesso di identificare e fermare l’uomo nel pomeriggio, rintracciato a Padova.
-Un autotrasportatore di cui non conosciamo ancora le generalità è morto poco prima delle 8 di lunedì 27 ottobre sulla A3 tra Eboli e Battipaglia (Salerno), in direzione nord. L’uomo è stato colto da malore mentre era alla guida del suo autoarticolato, ma è riuscito ad accostare e a fermare il mezzo, chiedendo anche soccorso. Quando però è arrivato il 118 era già troppo tardi.
-Un tecnico delle caldaie di 50 anni è morto sul lavoro durante un intervento in un’abitazione di Arcugnano (Vicenza). I soccorritori chiamati dai compagni di lavoro hanno tentato a lungo la rianimazione, senza successo.
Ottobre 2025: 101 morti (sul lavoro 78; in itinere 23; media giorno 3,7)
Anno 2025: 942 morti (sul lavoro 748; in itinere 194; media giorno 3,1)
109 Lombardia (sul lavoro 81, in itinere 28)
104 Veneto (81 – 23)
92 Campania (72 – 20)
84 Emilia Romagna (66 – 18)
79 Lazio (60 – 19)
67 Sicilia (52 – 15)
65 Toscana (48 – 17)
58 Puglia (51 – 7)
52 Piemonte (45 – 7)
34 Abruzzo (31 – 3)
28 Marche (24 – 4)
25 Liguria (18 – 7)
24 Calabria (24 – 0)
22 Friuli Venezia Giulia (18 – 4); Sardegna (13 – 9)
15 Basilicata (11 – 4)
14 Umbria (14 – 0)
12 Trentino (12 – 0)
11 Alto Adige (10 – 1)
9 Estero (9 – 0)
7 Molise (4 – 3)
2 Valle d’Aosta (2 – 0)
Gennaio 2025: 87 morti (sul lavoro 72; in itinere 15; media giorno 2,8)
Febbraio 2025: 75 morti (sul lavoro 63; in itinere 12; media giorno 2,7)
Marzo 2025: 99 morti (sul lavoro 79; in itinere 20; media giorno 3,2)
Aprile 2025: 78 morti (sul lavoro 64; in itinere 14; media giorno 2,6)
Maggio 2025: 96 morti (sul lavoro 77; in itinere 19; media giorno 3,1)
Giugno 2025: 111 morti (sul lavoro 91; in itinere 20; media giorno 3,7)
Luglio 2025: 121 morti (sul lavoro 90; in itinere 31; media giorno 3,9)
Agosto 2025: 78 morti (sul lavoro 61; in itinere 17; media giorno 2,5)
Settembre 2025: 96 morti (sul lavoro 72; in itinere 24; media giorno 3,2)
