QUESTA È INFORMAZIONE?

di Piero Santonastaso | Facebook.com/Morti di lavoro/
Nur Alam (nella foto), 40 anni, immigrato dal Bangladesh per lavorare e mantenere la moglie e il figlio rimasti in patria. Viveva con un cugino a Ventimiglia (Imperia) e faceva il magazziniere in un emporio gestito da cinesi. Aveva però problemi di salute e lunedì 27 ottobre i proprietari dell’emporio lo hanno licenziato, se si può usare questo termine.
Nur Alam nel pomeriggio è tornato a casa disperato, temeva di non riuscire a trovare un altro lavoro date le sue condizioni fisiche.
Poi è uscito, è sceso sul greto del torrente Roja proprio davanti al commissariato di Ventimiglia e si è tagliato la gola con un taglierino. Il corpo è stato trovato dagli agenti che perlustrano la zona in cerca di clandestini accampati.
Vista la modalità della morte si è pensato subito a qualche affare criminale finito male.
I giornali come Corriere della Sera, Stampa e Repubblica alle 20 di martedì 28 ottobre parlano ancora di regolamento di conti.
Niente di tutto questo, è un essere umano che ha regolato alla sua maniera i conti con una vita agra. Questi sono i migranti che terrorizzano l’Occidente.
Nur Alam naturalmente non figurerà mai tra le vittime del lavoro, invisibile anche per le statistiche.
PS – Lode a Riviera24 e a Open che hanno raccontato le cose come stanno.