Il governo Meloni e le manovre del non fare.

di Tito Boeri, Repubblica.

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Le manovre di bilancio sin qui varate dal Governo Meloni sembrano avere seguito una strada diversa e quella che verrà presentata alle Camere nei prossimi giorni non sembra scostarsi da questa tradizione.

Sono manovre del “non fare”, sempre più piccole e che ignorano completamente l’emergenza demografica.

L’entità della manovra, vale a dire delle risorse mobilizzate in termini di maggiori spese o minori entrate, che devono trovare in gran parte coperture per rispettare le regole europee, si è andata riducendo nel corso del tempo.

Era legittimo aspettarselo per la prima legge di bilancio, varata a due mesi dall’insediamento del nuovo governo, ma non in quelle successive che l’esecutivo aveva tutto il tempo di preparare con cura.

Invece la prima manovra è stata la più grande di tutta la legislatura: 46 miliardi, contro i 38 della legge di bilancio per il 2024 e i 35 di quella per il 2025. La legge di bilancio per il 2026 che verrà presentata nei prossimi giorni in Parlamento dovrebbe essere ancora più contenuta: si dovrebbe attestare attorno ai 16 miliardi.

Ma la cosa più grave di queste manovre è che aumentano la pressione fiscale sul lavoro anziché ridurla.

Lo fanno per effetto della mancata sterilizzazione del cosiddetto drenaggio fiscale, vale a dire il fatto che molti contribuenti sono stati soggetti in questi anni ad aliquote fiscali più alte senza che il loro reddito, in termini di potere d’acquisto, fosse aumentato.

Come certificato dall’Istat, nel solo 2024 la pressione fiscale (il rapporto fra entrate e reddito nazionale) è aumentata del 3% (dal 41,4 al 42,6 per cento), comportando 26 miliardi di entrate aggiuntive.

Questo aumento della pressione fiscale è anch’esso figlio della politica del non fare, Non è legato a un esplicito inasprimento delle tasse o all’introduzione di nuovi prelievi, ma alla scelta di non indicizzare all’inflazione le aliquote fiscali, come avveniva in passato in Italia. (Repubblica del 16/10/25, pag. 13).

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