di Piero Santonastaso | Facebook.com/Mortidilavoro
Con le tre vittime dell’esplosione alla Ecopartenope di Marcianise (Caserta), sono stati raggiunti e superati gli 800 morti di lavoro nell’anno, 77 dei quali in Campania.
Accade il giorno dopo il question time di Marina Elvira Calderone alla Camera, in cui la ministra del Lavoro ha affermato senza arrossire che “la salute e la sicurezza dei lavoratori sono al centro dell’azione di governo”.
I tre morti di Marcianise, di cui ancora non si conoscono i nomi, sono il titolare dell’azienda di trattamento e smaltimento dei rifiuti, e due dipendenti, uno dei quali RLS.
L’esplosione è avvenuta nel pomeriggio, durante un intervento su un silo di raccolta degli oli esausti: si stava saldando al tetto una sonda per misurare il livello di riempimento. Lo scoppio è stato innescato da una scintilla e l’onda d’urto ha avuto una forza tale da scaraventare due delle vittime sul tetto di un’azienda a decine di metri di distanza.
Ecopartenope in passato ha avuto diversi guai. Sette anni fa il sindaco di Marcianise, Antonello Velardi, ordinò la sospensione dell’attività perché l’Arpac aveva rilevato lo stoccaggio di 588 tonnellate di rifiuti rispetto alle 50 autorizzate, mentre i vigili del fuoco avevano riscontrato che gli impianti antincendio erano danneggiati o incompleti.
La sospensione dell’attività era poi stata annullata dal Tar. Due anni fa si ripresentarono i problemi con la legge e l’azienda passò di mano da un amministratore di Frattamaggiore a un imprenditore napoletano.
