di Tahar Ben Jelloun

L’enclave palestinese è diventata una fossa comune. I bambini feriti dai bombardamenti non vengono curati. Muoiono a causa delle ferite riportate. Gli ospedali non possono funzionare perché non c’è carburante né elettricità.
Gaza è un carnaio a cielo aperto.
Questi crimini quotidiani, pianificati da Netanyahu e dalla sua squadra, sono “futuricidi”. Il futuro di questa popolazione viene distrutto. Nessun futuro, nessuna speranza.
Questo territorio di 363 chilometri quadrati con (inizialmente) 2,3 milioni di abitanti sta per essere svuotato dalla sua popolazione, per morte e per fuga. Il 5 maggio, Netanyahu ha annunciato un piano di occupazione e deportazione dei palestinesi. Come seconda fase è prevista l’annessione della Cisgiordania.
Gaza è stata divisa in 5 zone. L’occupazione continua, spingendo i palestinesi ad andarsene, ovunque sia. Alcuni pensano che l’Egitto potrebbe aprire le frontiere. Non è affatto così.
E intanto la barbarie viene normalizzata e il diritto internazionale viene completamente ignorato e disprezzato.
Hamas potrebbe liberare gli ostaggi. Ma non c’è alcuna prova che Israele manderebbe la parola data e accetterebbe un accordo dignitoso per entrambe le parti”. (“L’anima perduta di Israele”, La nave di Teseo, agosto 2025, pagg. 47-48).
