di Piero Santonastaso | Facebook.com/Mortidilavoro
Quando è entrato in agonia, il 23 novembre 2021, Nicolò Loporcaro aveva la forza e la gioia dei 21 anni. Quando si è spento, il 10 agosto 2025, di anni ne aveva compiuti 25, ma di forza e di gioia non c’era più traccia: incapace di camminare e di parlare, se apriva gli occhi non reagiva quasi mai agli stimoli.
Nicolò Loporcaro di Altamura (Bari) è la vittima del lavoro numero 700 del 2025. Iniziò a morire quella sera di novembre del 2021: faceva il rider per conto di una pizzeria del paese e stava effettuando una consegna con lo scooter del locale.
Trovò sulla sua strada un 29enne che – correndo a più di 110 kmh dove il limite era 40 – perse il controllo dell’auto sull’asfalto bagnato, invase la corsia opposta e colpì in pieno il rider. Nicolò ne uscì massacrato, con fratture ed emorragie craniche e altre lesioni in tutto il corpo. Iniziò un calvario di interventi e tentativi di rieducazione, fino a un anno fa, quando fu rimandato a casa, dove è stata la madre ad accudirlo, fino a domenica 10 agosto. L’accusa per l’investitore passa da lesioni gravissime a omicidio stradale.
Un mese è durato il coma di Mauro Salvadori, 61enne di Piombino (Livorno) dipendente della coop sociale Nuova Giovanile e volontario della Misericordia, che il 13 luglio scorso è rimasto intrappolato in un’Ape Car in fiamme dopo lo scontro con un’auto.
Quando i vigili del fuoco lo hanno estratto dai rottami del mezzo della cooperativa, Salvadori presentava ustioni gravissime e aveva l’apparato respiratorio quasi del tutto compromesso.
Ricoverato al centro grandi ustionati di Pisa, si è spento martedì 12 agosto. Lascia la moglie e due figlie.
Giancarlo Calisti, 75enne imprenditore agricolo di Monte Cerignone (Pesaro Urbino) è morto lunedì 11 agosto per schiacciamento mentre lavorava a rinforzare l’argine presente in un suo terreno.
Con una pala meccanica ha scavato un fossato di circa un metro e mezzo di profondità, poi vi si è calato dentro ed è stato travolto dal crollo di una parete di terra, che lo ha seppellito fino al collo. Solo come era e non in grado di muoversi, è stato ucciso dalla compressione sulla gabbia toracica.
Agosto 2025: 36 morti (sul lavoro 28; in itinere 8; media giorno 3)
Anno 2025: 702 morti (sul lavoro 565; in itinere 137; media giorno 3,1)
82 Lombardia (sul lavoro 64, in itinere 18)
75 Veneto (59 – 16)
70 Campania (52 – 18)
59 Emilia Romagna (47 – 12)
57 Toscana (44 – 13)
54 Lazio (44 – 10)
51 Sicilia (38 – 13)
41 Piemonte (35 – 6)
38 Puglia (33 – 5)
30 Abruzzo (28 – 2)
23 Marche (19 – 4)
21 Calabria (21 – 0)
18 Sardegna (10 – 8)
17 Liguria (13 – 4)
14 Friuli Venezia Giulia (13 – 1)
11 Umbria (11 – 0)
10 Basilicata (10 – 0)
9 Alto Adige (9 – 0)
8 Trentino (8 – 0)
4 Molise (1 – 3)
3 Estero (3-0)
2 Valle d’Aosta (2 – 0)
Gennaio 2025: 87 morti (sul lavoro 72; in itinere 15; media giorno 2,8)
Febbraio 2025: 75 morti (sul lavoro 63; in itinere 12; media giorno 2,7)
Marzo 2025: 99 morti (sul lavoro 79; in itinere 20; media giorno 3,2)
Aprile 2025: 78 morti (sul lavoro 64; in itinere 14; media giorno 2,6)
Maggio 2025: 95 morti (sul lavoro 77; in itinere 18; media giorno 3)
Giugno 2025: 111 morti (sul lavoro 91; in itinere 20; media giorno 3,7)
Luglio 2025: 121 morti (sul lavoro 90; in itinere 31; media giorno 3,9)
