
Nel suo “Il marketing dell’ignoranza”, Paolo Guenzi scrive: “Solo per fare un esempio emblematico, dal quale scaturiscono per altro numerose implicazioni gravemente preoccupanti, si stima che nel 2020 il tempo medio di attenzione degli utenti sui social network fosse di 8 secondo (contro i 12 del 2020) e quello continuativo dedicato a leggere un articolo on line fosse di 15 secondi”. Questa notizia è confermata d Jacques Attali, in “Disinformati. Giornalismo e libertà nell’epoca dei social”, Ponte della Grazie, 2020.

Verrebbe la voglia di lasciar perdere. Ma non si può. Non si deve.
Viviamo in un periodo storico che richiede attenzione, ricerca, studio e analisi. Perché con la scusa degli 8 secondi, l’informazione fa passare concetti aberranti, come, per fare un esempio dirimente, la necessità di aumentare la spesa militare, a detrimento della Scuola, della Ricerca, della Previdenza e la Sanità, che erano i pilastri dello Stato sociale.
Beh, buona giornata rinasce sull’esperienza di marco-ferri.com, che per circa vent’anni ha commentato fatti, espresso punti di vista, partecipato al dibattito collettivo, non intende piegarsi alla dittatura degli 8 secondi.
Ci sono cose che si possono dire con una battuta salace, che abbia la velocità di una fiondata, altre che hanno bisogno -oltre che voglia – di essere espresse e spiegate con cura, cioè col tempo che serve a esporre compiutamente un preciso punto di vista.
Il pressapochismo sarà tutto a carico di darà giudizi estemporanei, per la fretta di dire invece che capire. Beh, buona giornata.
